martedì 3 ottobre 2017

Il dono del silenzio Thich Nhat Hanh

Antefatto:
Questo libro che andrò a recensire, risale a metà aprile 2017 settimana prima settimana dopo. In quel periodo non avevo il computer per recensire. Adesso scavando in un hard drive, ho trovato la vecchia recensione. Di solito si dice che un silenzio vale più di mille parole. Verissimo. Mi ricordo che un mio vecchio professore, mi diceva Hey tu, stai zitto così sembri più intelligente, che poi si strunz sono altri dettagli. Questa è la traduzione originale. Omettendo la parolaccia evidenziata, lui voleva dirmi che se non parlo, faccio più bella figura. A quei tempi, non riuscivo ad apprezzare quel suggerimento. Leggendo questo libro ho avuto la conferma che a parte la caduta di stile che spesso aveva, tutto sommato il suo suggerimento è stato saggio. La cosa buffa è che fa il professore d'italiano. Adesso penso che sia andato in pensione. Secondo me, bisogna saper gestire entrambi. Nel senso che, ne bisogna parlare troppo ne non parlare proprio. Diciamo il giusto necessario. Questa è una cosa che anche se sono passati circa sei mesi, mese più mese meno non ho ancora imparato. La strada della vita è lunga ho tempo per imparare. Dopo aver detto come mai mi sono ricordato così tardi di recensirlo passiamo alla vera e propria recensione.
Visto che ho parlato del professore, vorrei anche salutare il mio amico Gianni che stava in classe con me e sicuramente si ricorderà di questa frase fatta dal docente.

Recensione:
Come voto finale, gli assegno tre stelle è più. Insomma niente di speciale. La scrittura è ottima e la sintassi meglio ancora. Non dice niente di nuovo. Spiega semplicemente come mai è importante mantenere il silenzio. Forse mi aspettavo la soluzione di tutti i miei problemi leggendo questo libro. Ecco il motivo della mia delusione. Si legge anche in un giorno. Io l'ho letto in due tre giorni. Il semplice motivo che in quel periodo, ero sequestrato fisicamente e psicologicamente da una persona che mi ha fatto violenza psicologica. Dove ogni cosa che facevo, telefonate comprese le dovevo dichiarare.  Questo è uno dei motivi di come mai nel 2017 non possedevo un computer.
Tralasciando questi piccoli frammenti di vita quotidiana e familiare, posso che lo consiglio vivamente. Adesso che sto applicando anche questo alla mia vita, sta prendendo una piega diversa. Adesso devo solo capire cosa veramente voglio nella mia vita e rispettarla senza avere nessuna pressione psicologica.
Se questa persona, o altre fanno pressione di tipo psichico, corro subito dai carabinieri. Basta violenze e minacce. La libertà è una cosa seria.
Adesso che ci penso, in questa società piena di rumore e di gente che chiacchiera anche solo per dare aria alla bocca, è un po' difficile rispettare il silenzio. Dove la parola "difficile" non è sinonimo di impossibile precisiamo.  Anche io vorrei che certe persone, tenessero la bocca chiusa su cose futili e superflue ma devono parlare. Prima ho parlato di libertà. Come voglio che si la mia libertà si rispetti devo fare in modo che si rispetti anche quella degli altri. Se certe persone, nate prima o intorno al 1960, hanno voglia di parlare, nessuno li obbliga di non farlo. Quando le incontro, evito discussioni superflue e filtro la loro voglia di parlare. Mi sembra la soluzione più saggia e democratica.
Se poi avete altre soluzioni sagge e democratiche diverse dalla mia si accettano consigli.

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