sabato 3 giugno 2017

Pink Floyd_ The wall

Eccomi  qua, dopo tanto tempo a scrivere di nuovo sul mio sito personale. Da febbraio ad oggi ci sono stati tanti cambiamenti nella mia vita che non ho avuto l'impegno di scrivere ne di leggere. Detto questo, ritorno a pubblicare una recensione. Iniziamo a salutare il mio amico Gianni che per motivi lavorativi non lo riesco più a vedere come una volta. Iniziamo a dire che, è una spesa che potevo anche evitare. Si mi piace questo gruppo musicale ma non a tal punto da comprarmi un libro. L'idea del libro era nata per donarlo al mio amico Gianni (09/05) che compie gli anni. Poi  alla fine, mi sono messo a leggerlo e niente mi trovo qua a recensirlo. Adesso che ho fatto un po' di prefazione, posso tornare al libro vero e proprio. Vorrei ricordare a certe persone di cinquant'anni circa che, se siete insoddisfatti della vita, nessuno vi obbliga ad entrare nel mio sito personale e rompere le scatole quando mi incontrate per strada. Detto questo, iniziamo a spiegare oggettivamente perchè per me è stata una spesa inutile. Punto primo, io conoscevo una sola canzone dell'album in questione. Quindi per leggere il libro, ho dovuto ascoltare tutto l'album. Punto due all'interno se mai lo comprerete, troverete degli spartiti musicali riguardanti alle canzoni. Poi, qualche pagina mi ha fatto riflettere sul periodo storico. Negli anni 70/80 un periodo che io non ho ho vissuto, si stava meglio su certi aspetti e su altri no. Poi, come insegna la storia, ogni periodo storico ha i suoi pregi e i suoi difetti. All'epoca che io tornerei anche adesso, non si poteva parlare con i genitori e si dava del "lei". Forse si dovrebbe tornare a tale, periodo storico. Per tanti motivi secondo me. Dovrebbero togliere i social network da mezzo, e ci dovrebbero stare delle chat su argomenti e rimanere puramente anonimi. Noi scriviamo troppi fatti sui social e poi  vogliamo che la gente non commenta o che ci sia privacy. Una volta che condivido questo articolo, non dico niente di personale quindi nessuno può giudicarmi. Quando si parla di famiglia, o di sfoghi, tutti diventano professori. Ecco su coosa ho riflettuto. Poi, il muro che alla fine diventa una prigione interna, e ci marcisci dentro fino alla morte. Questa è la metafora. Fuori al muro. Una volta che esci da questo muro, non sai più come confrontarti con la società che per anni o decenni non hai visto più. Queste sono le mie riflessioni. Grazie a questo libro ho capito che parlare, e' totalmente inutile. Nella vita conta il silenzio e i fatti. 
Detto questo vado a "fare" invece di perdere tempo sul mio sito personale. 
Arrivederci e alla prossima recensione.

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